APRITI MUSEO! ACCESSIBILITÀ COMUNICATIVA E PATRIMONI CULTURALI

16 Feb 2026

La Fondazione Centro Culturale Valdese e il BUM Centro Autismo – Servizi Salute presentano, sabato 28 febbraio una giornata di formazione dedicata al tema dell’accessibilità comunicativa come strumento di partecipazione culturale in programma a Torre Pellice

La Fondazione Centro Culturale Valdese (CVV) e il Servizio di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) del BUM Centro Autismo della Diaconia Valdese –  Servizi Salute presentano, sabato 28 febbraio 2026, la giornata di studi “Apriti Museo! Accessibilità comunicativa e patrimoni culturali”, rivolto a operatrici museali, educatori professionali, insegnanti, famiglie e a tutte le persone interessate al tema dell’accessibilità dei musei e della CAA come strumento di partecipazione in ambito culturale.

L’intento della giornata è di condividere alcune riflessioni sul tema dell’accessibilità comunicativa al patrimonio culturale, tematica che il progetto “Apriti Museo” porta avanti da anni grazie ad un gruppo di studio multidisciplinare e sostenuto dalla Fondazione CCV in collaborazione con il Servizio di CAA del BUM Centro Autismo della Diaconia Valdese. Nel corso di questi anni, all’interno del progetto, si sono sperimentate modalità e materiali differenti, ora tutti a disposizione dei pubblici del Museo Storico e di Etnografia alpina del Centro Culturale Valdese. Questo impegno costante ha portato al riconoscimento di “Museo Altamente Comunicativo”, da parte della International Society for Augmentative and Alternative Communication (ISAAC), e all’organizzazione di due edizioni del corso di tras-formazione per operatrici e operatori museali che desiderano confrontarsi con i temi dell’accessibilità fisica, sensoriale e comunicativa dei patrimoni culturali, in maniera diretta, pratica e interdisciplinare.

Nella giornata del 28 febbraio 2026 sono previsti due momenti distinti: al mattino, presso la Fondazione Centro Culturale valdese in via Beckwith, 3 in orario 10 – 12.30, un laboratorio rivolto ad operatori museali, uno spazio di confronto e formazione sull’accessibilità comunicativa nei musei, tra esperienza e teoria. Al pomeriggio, in orario 14.30 – 18 ci si sposta presso la Galleria Civica “F. Scroppo” (in Via Roberto D’Azeglio, 10), peril convegno, un momento di incontro e di confronto tra diverse realtà museali che portano la loro esperienza e i progetti maturati anche a partire dal corso di tras-formazione frequentato.

A presentare le loro esperienze e i progetti per Infini.to – Planetario di Torino sono Simona Romaniello, astrofisica, coordinatrice del settore Didattica e Divulgazione di Infini.to e referente accessibilità e Jonida Halo, astrofisica, animatrice scientifica di Infini.to e collaboratrice accessibilità. A seguire il contributo delle Residenze Reali Sabaude, portato da Valentina Faudino, coordinatrice e conduttrice dei progetti di educazione, mediazione e accessibilità delle Residenze Reali Sabaude – Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonte e quello dei Musei Reali, presentato da Francesca Ferro, operatrice culturale per l’educazione al patrimonio e social media manager ai Musei Reali di Torino – Ministero della Cultura. Chiudono le presentazioni Marcella Parisi, archeologa, che opera nei servizi educativi del Civico Museo Archeologico di Camaiore e del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, insieme a Mariasole Bondioli, collaboratrice per l’accessibilità del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa e dottorata in Tecnologie Assistive per le disabilità, progettista di interventi culturali per musei, associazioni e fondazioni.

‘La nozione di “accessibilità” è diventata nel tempo sempre più un tratto costitutivo del museo

come servizio pubblico (Jalla, 2020) – afferma Nicoletta Favout, responsabile servizi educativi, accoglienza, formazione della Fondazione Centro Culturale Valdese – portando a un allargamento del concetto: si parla infatti di accessibilità fisica, culturale, economica – e comunicativa, aggiungiamo noi. L’orizzonte è dunque quello di una democratizzazione della cultura, del garantire il diritto a partecipare alla vita culturale, del diritto all’eredità culturale (Convenzione di Faro, 2005), promuovendo la partecipazione e/nella “diversità” dentro e fuori i musei’.

‘Quello che reputiamo essere un punto di forza – prosegue Sara Favout, psicologa, educatrice e specialista in CAA del BUM Centro Autismo – per migliorare l’accessibilità dei patrimoni culturali, dato l’incontro che questo comporta di differenti ambiti disciplinari anche molto diversi, come ad esempio quello sanitario, culturale, sociale, storico, artistico, linguistico, architettonico, scientifico, naturalistico, etc., in una vasta gamma di combinazioni possibili, è che tali mondi non solo coesistano all’interno degli stessi spazi, anche mentali, ma concorrano a crearli e a dipingerli, unendo le proprie idee e pensieri per creare qualcosa di nuovo e unico’.

Sono presenti Davide Rosso, direttore della Fondazione Centro Culturale Valdese, Loretta Costantino, responsabile del BUM – Centro Autismo della Diaconia Valdese, Servizi Salute, con Nicoletta Favout dei Servizi Educativi del Museo Valdese e Sara Favout, del Servizio di CAA del BUM Centro Autismo a moderare gli interventi e lo spazio di confronto.

È prevista una diretta Facebook a cura del BUM Centro Autismo e sul profilo del Centro culturale valdese.

La partecipazione alla giornata è gratuita. Ricordiamo che l’iscrizione è obbligatoria sia per il laboratorio che per il convegno, entro lunedì 23 febbraio 2026.

Per informazioni e prenotazioni, telefonare al n. 0121 950203 oppure scrivere a il.barba@fondazionevaldese.org

Maggiori informazioni su www.fondazionevaldese.org | servizisalute.diaconiavaldese.org

Fb – Fondazione Centro Culturale Valdese | BUM – Centro Autismo | Servizi Salute – Diaconia Valdese

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