un dialogo tra la regia – a cura dall’Associazione Verso Oklaoma– gli attori, le attrici e la direzione del Gignoro di Firenze
Al termine del tour che ha visto l’associazione Verso Oklaoma mettere in scena in cinque atti (e in cinque luoghi diversi) la rappresentazione teatrale ‘Amleto – La serie’ con attrici e attori residenti in casa di riposo, si ha il piacere di ripercorrere la nascita di questo progetto rivoluzionario, i traguardi artistici raggiunti e le profonde emozioni di chi ha vissuto la scena in prima persona.
Non una semplice recita per intrattenere gli ospiti, ma un vero e proprio spazio di ricerca, sperimentazione e avanguardia teatrale. Presso la RSA e Centro Diurno Il Gignoro, struttura per persone anziane della Diaconia Valdese di Firenze, il laboratorio teatrale inserito nel progetto RSSA (Residenze Socio Shakespeariane Assistite) curato da Matteo Pecorini, regista e presidente dell’Associazione Verso Oklaoma, sta scardinando i classici modelli di animazione nelle strutture per persone anziane, dimostrando che l’arte drammatica di qualità non ha età e può diventare un ponte stabile tra la residenza e la cittadinanza.
Nato dall’esigenza primaria di trovare ‘spazio e corpi’ per la produzione artistica, il progetto si è evoluto negli anni grazie all’incontro sinergico tra Il Gignoro e l’Associazione Verso Oklahoma. L’obiettivo iniziale è stato ampiamente superato: oggi la struttura non è più un luogo a sé, ma un teatro aperto a un pubblico trasversale – composto da persone giovani, adulte, famiglie e critici teatrali provenienti da tutta Italia – attirato dalla reale qualità estetica e culturale degli spettacoli.
La parola alla regia e alla direzione
‘Il progetto è nato da una telefonata e da una carenza di posti e di idee’, spiega il regista Matteo Pecorini. ‘In RSA abbiamo trovato i mezzi di produzione ideali per fare teatro: spazio e corpi. Volevamo dimostrare che si può fare ricerca artistica credibile dentro una RSA, portando dentro un pubblico vero che si riconosca nella qualità dello spettacolo. Ora la sfida futura è dare stabilità economica e continuità a questo progetto: non siamo più una novità, dobbiamo rendere lo straordinario ordinario’.
Un’esperienza che cambia il classico paradigma del ‘fare teatro’ ed entusiasma la direzione della struttura: “La scelta di accogliere questo percorso nasce dal desiderio di fare rete con il territorio”, dichiara Marta Casalone Rinaldi, responsabile de Il Gignoro. ‘Vogliamo che la nostra struttura sia, prima di tutto, un vero luogo di vita. Spesso le RSA restano ai margini dei circuiti culturali, dimenticando il potenziale e le storie che custodiscono. Lo scambio con Verso Oklahoma ci ha arricchiti reciprocamente e oggi siamo felici di condividere questo patrimonio con tutta la cittadinanza, invitata a varcare la nostra porta’.
Le voci delle persone protagoniste: l’impatto su ospiti e personale
Il cuore pulsante del progetto sono gli attori e le attrici della residenza, che sul palco non recitano, ma vivono con spontaneità e totale dedizione. Per Annalena Tavoni, 88 anni, il teatro è un antidoto ‘all’autochiusura’ (cit): ‘Ci fa stare presenti e nel futuro, perché c’è sempre uno spettacolo da preparare; il teatro ci fa sentire vivi’. Per Gianni Mechi, che ha debuttato sul palco a 78 anni dopo un passato da disc jockey, la scena è un territorio nuovo che spinge a mettersi in discussione: ‘Ti senti cercato, coinvolto, e rispondi dando il meglio che puoi’. Anche per Paolo Berti, 88 anni, l’ascolto e l’interpretazione sono una medicina per la mente: ‘La testa non è più quella di una volta, ma interpretare mi aiuta a consolidare le cose. Non si smette mai di imparare’.
Il valore aggiunto del laboratorio si riflette anche sul lavoro dell’équipe interna. L’animatrice Laura Biagioli è scesa in campo direttamente come attrice della compagnia: ‘Condividere la stessa esatta posizione degli ospiti crea un’intimità e una complicità non scontate. Inoltre, il metodo del regista – capace di arricchire i personaggi teatrali con gli elementi reali del vissuto della persona anziana – mi ha permesso di cogliere in modo più sottile la personalità degli ospiti, aiutando l’intero team di colleghi e colleghe ad affrontare con strumenti nuovi le criticità quotidiane”.
Operatori, operatrici e gruppo animazione sono stati coinvolti attivamente accanto agli ospiti e questo ha permesso di infrangere le barriere istituzionali, trasformando il classico rapporto di assistenza in una relazione umana profonda ed empatica. Si è creato un clima di complicità che ha arricchito tutti, personale, ospiti e pubblico generando un forte senso di appartenenza alla comunità.
Con alle spalle produzioni di successo come il Macbeth e Quasi una tempesta, ispirate alle opere di William Shakespeare, la ‘Compagnia del Gignoro’ si prepara a spingere ancora di più sull’acceleratore, per confermarsi come una vera e propria residenza teatrale fissa, dove l’arte diventa lo strumento d’elezione per l’inclusione sociale e il benessere cognitivo.
Per maggiori informazioni o per contatti, è possibile chiamare il numero 055 608002, visitare www.ilgignoro.it e le pagine FB Casa di riposo e Centro Diurno Il Gignoro, Firenze






