Non siamo soli: la forza della condivisione e dell’accoglienza nei Centri Diurni Alzheimer del Rifugio Re Carlo Alberto

5 Ott 2026

Oggi, la demenza e l’Alzheimer rappresentano una delle sfide sanitarie e sociali più  complesse del nostro secolo. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità  (OMS), nel mondo sono oltre 55 milioni le persone che convivono con una forma di demenza, un numero destinato a raddoppiare ogni vent’anni. In Italia, i casi stimati sono  circa 1.430.000 che vivono con una forma di demenza, con un impatto profondo che non  investe soltanto il singolo individuo, ma travolge l’intero nucleo familiare. Dietro a questi numeri ci sono storie, volti, fatiche quotidiane e, troppo spesso, un senso di isolamento  che logora chi cura.

Di fronte a questa realtà, la risposta non può e non deve essere la chiusura tra le mura  domestiche. Chiedere aiuto non è un segno di resa, ma il primo passo verso una migliore  qualità della vita. Un passo difficile che porta con sé molteplici significati, tra i quali la  consapevolezza della malattia e la lotta allo stigma che tocca chi vive con la demenza e chi  se ne prende cura. È proprio qui che si inserisce l’eccellenza del Rifugio Re Carlo Alberto (struttura della Diaconia Valdese – Servizi Salute specializzata in Alzheimer e altre  demenze), che mette in campo la sua esperienza attraverso due realtà fondamentali sul  territorio del pinerolese: il Centro Diurno di Luserna San Giovanni in Val Pellice e il Centro  Diurno di Cumiana in Val Noce. 

Due pilastri sul territorio: tradizione e nuova energia 

Il servizio si muove parallelamente: da una parte una storia solida e dall’altra, una nuova e  vitale risposta di prossimità:

∙ Luserna San Giovanni: una realtà storica che vanta un’esperienza ormai  venticinquennale (attiva dal febbraio 2000). Nata per pochi ospiti, è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento insostituibile nel Pinerolese, accogliendo 12 persone al giorno 

∙ Cumiana: inaugurato a settembre 2025, in via Chisola 6, nasce dal bagaglio e dal  modello metodologico di Luserna per rispondere alle crescenti richieste, arrivando  ad accogliere fino a 16 utenti al giorno. 

Entrambe le strutture accolgono persone con demenza in uno stadio iniziale o medio,  offrendo un servizio attivo dal lunedì al venerdì (dalle 8.30/8.45 alle 16.30), consentendo  agli ospiti di continuare a vivere a casa propria, mantenendo salde le proprie radici e alla famiglia di ritardare l’ingresso in struttura del proprio caro o cara, e di divenire punto di  riferimento insostituibile.

Il valore terapeutico:  rallentare il decorso del deterioramento cognitivo e riempire le giornate 

Frequentare un centro diurno specializzato non significa semplicemente “passare il tempo”, ma vivere giornate piene, intense e ricche di stimoli. L’obiettivo centrale è il rallentamento della progressione della malattia. Attraverso la stimolazione cognitiva  (sia individuale che di gruppo curata dalla neuropsicologa) e la terapia occupazionale, le  capacità residue della persona vengono costantemente incentivate. Le attività spaziano dai  laboratori di cucina (dove gli ospiti preparano attivamente i propri pasti), alla ginnastica  dolce, fino a progetti innovativi e terapeutici come: 

∙ L’ortoterapia: spazi all’aperto e giardini protetti dove coltivare la terra e stimolare  la manualità ∙ Progetti Intergenerazionali (a Luserna): come “Radici e Futuro”, in collaborazione  con l’Asilo Nido Comunale di Torre Pellice, per unire la vitalità dei bambini alla  

memoria storica degli anziani 

∙ Uscite e vita sociale: gite sul territorio, visite a mostre, soggiorni al mare o in montagna, laboratori di musicoterapia ed arte-terapia che mantengono intatto il contatto con il mondo e contrastano la tendenza all’apatia. 

Tre benefici fondamentali: sollievo, consapevolezza e cura della famiglia 

L’approccio dei centri si fonda su tre pilastri che cambiano radicalmente l’andamento della  patologia all’interno del nucleo familiare: 

1. Il rallentamento della malattia: grazie ad ambienti semplici, sicuri e a un’équipe  multidisciplinare (operatori assistenziali, animatori, infermieri, fisioterapisti, neuropsicologi), le autonomie vengono difese giorno dopo giorno, offrendo una routine stabile e rassicurante 

2. Il sollievo fondamentale per i cura-cari (caregiver): prendersi cura di un parente  con Alzheimer è un compito totalizzante. I Centri Diurni permettono ai familiari di riappropriarsi del proprio tempo e di lavorare o riposare, sapendo che il proprio caro è protetto e inserito in un percorso socio-educativo e sanitario di altissimo livello 

3. Una maggiore consapevolezza della malattia: troppo spesso la demenza spaventa perché non la si conosce. Attraverso lo Spazio Famiglie, gli incontri individuali con la psicologa e l’integrazione con i Caffè Alzheimer del territorio, i familiari ricevono strumenti concreti e supporto emotivo. Imparano a decodificare i cambiamenti del proprio caro, affrontando le diverse fasi della malattia con maggiore serenità e preparazione, fino all’eventuale accompagnamento futuro verso i nuclei residenziali, in totale continuità assistenziale. 

Farsi aiutare è un atto d’amore 

La demenza isola, ma i Centri Diurni del Rifugio Re Carlo Alberto, insieme anche alla rete  di servizi territoriali offerta dal Servizio Innovazione Sviluppo, come il progetto IntegralMente, le Palestre della Memoria, la Valutazione della Memoria, i Caffè Alzheimer,  l’Invecchiamento Attivo e il Progetto Comunità Amica delle Persone con Demenza, aprono  le porte alla condivisione. Frequentare questi spazi protetti, convenzionati con le aziende sanitarie e integrati con i medici di famiglia e i servizi sociali, significa scegliere di non  vivere la malattia in solitudine. È un atto d’amore verso la persona cara, a cui viene garantita una socialità attiva, e verso sé stessi, concedendosi il diritto di essere sostenuti.

Nell’ottica di quanto detto sopra, il Rifugio Re Carlo Alberto ha organizzato due OPEN  DAY per aprire le porte dei suoi Centri Diurni: il 13 ottobre a Cumiana e il 3 novembre a  Luserna San Giovanni dalle 15 alle 18. Aprire i Centri Diurni alla comunità significa far conoscere luoghi  che non sono solo strutture di cura, ma veri e propri spazi di vita, relazione e accoglienza. Le due giornate nascono dalla convinzione che, per superare lo stigma legato alla demenza, sia fondamentale permettere alle persone di entrare, osservare e vivere questi  spazi in prima persona. ‘Varcare la soglia dei nostri centri – afferma Susanna Deplano,  coordinatrice dei due Centri Diurni – significa scoprire da vicino ciò che accade ogni giorno: un ambiente in cui ci si incontra, si viene ascoltati e si condividono momenti di  valore. Durante gli Open Day è, infatti, possibile conoscere i nostri professionisti, esplorare  gli spazi dedicati e scoprire le attività progettate per stimolare la memoria e preservare la  socialità’. Entrare in questi luoghi è il modo più semplice ed efficace per abbattere i pregiudizi, comprenderne il reale valore e imparare a guardare alla demenza con occhi  nuovi. 

PER INFORMAZIONI E CONTATTI: 

∙ Centro Diurno Luserna San Giovanni (Località Musset, 1) 

Email: centrodiurnorifugio@diaconiavaldese.org 

Cell: 345 0872547 

∙ Centro Diurno Cumiana (Via Chisola 6) 

Email: cdcumiana@diaconiavaldese.org 

Cell: 345 0872547 

Sito web – www.rifugiorecarloalberto.it | servizisalute.diaconiavaldese.org 

Fb – Rifugio Re Carlo Alberto e Servizi Salute – Diaconia Valdese

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